30 words from the Sun of the Desert

Andrea goes to U.S.A.

 

2007, June 16th

Uella!!
qui fa un caldo della Madonna e questi amarigani parlano come se
avessero la zeppola in bocca.
Sono qui da domenica notte (ora locale) e ho già mangiato un paio di
porcate inenarrabili, ma la cosa più stupefacente è che in qualunque
fastfood, stazione di servizio, bettola puoi riempire il bicchiere
quante volte ti pare. In Italia non durerebbe un giorno con tutti i tabbozzi che ci sono.

Oggi sono andato a fare colazione nella tipica tavola calda dove
servono solo alla mattina: che merdate che mangiano! E io chiaramente
non mi sono tirato indietro: mi sono così calato nella parte che
riesco pure a bere la loro piscia di caffé. Ovviamente questo mi
viene costantemente riempito appena il contenuto della tazza arriva
sotto la metà.

Parliamo della gradevole stazione di soggiorno. Sono in mezzo al
deserto... per raggiungere il negozio più vicino bisogna guidare a
velocità smodata per un quarto d'ora. Quando ti va bene perché qui le
strade sembrano tutte uguali.
Nella stanza dove sto (è una depandance con bagno) ci sono dei
bacherozzi di dimensioni abnormi. Ho messo veleno ovunque e piano piano
stanno andando fuori dai coglioni, ma quando accendo la luce spostano i
mobili per nascondersi tanto sono grossi.
Per il resto.. tutto bene: fa caldo ma non essendo umido è
sopportabile in più qui c'è l'ac ovunque.
Probabilmente andrò in Messico nel week end.. e lì altre porcate
ancora.. la storia continua.. forse.
Chà!