Vicky Cristina Barçelona, 1-5.1.10

Sulle sabbie populiste della spiaggia della Barceloneta prendevano il sole di settembre alcuni corpi abbronzati con l’aiuto dell’inquinamento atmosferico. Attraverso gli occhi interiori della memoria sfilarono su quella spiaggia due immagini sbiadite della sua infanzia e Carvalho fu sul punto di commuoversi, ma l’odore d’olio che rifriggeva teste di gamberi scogelate era un cattivo conduttore della commozione. Cercò un tassì nel Paseo Marìtimo, arenato nel tempo e nello spazio. Da lontano, le case demolite per costruirvi la città degli atleti fingevano una scenografia da film. Quella nuova città non sarebbe stata quasi più la sua, racchiusa in una coordinata elementare che aveva il Tibidabo come unico nord e, come unico sud, il mare e la Barceloneta. Il tassì lo lasciò nelle Ramblas, ai piedi del monumento a Pitarra, nella Plaza del Arco del teatro. Le giovani puttane travestite da puttane giovanissime se ne stavano allineate sul marciapiedi dell’Amaya e del palazzo Marc. Di fronte, la chiesa di Santa Monica portava segni evidenti della chirurgia estetica che stava per trasformarla in Museo d’Arte Contemporanea e, alle sue spalle, il piccone piombava sul quartiere del Raval per aprire le strade da cui evacuare i cattivi odori della droga e dell’aids, l’immigrazione dal Maghreb e quella nera. Finché ci saranno puttane giovani, ci sarà arte contemporanea, si disse; e fu per lui la prova di aver raggiunto il grado desiderato di surrealismo etilico.
(Manuel Vazquez Montalban – Il centravanti è stato assassinato verso sera)

IL VIAGGIO

C'è chi sostiene che nelle belle giornate il sole a Barcellona splenda in maniera diversa da ogni altro luogo. In effetti la città sembra riflettere la sua luce per sedurre il viaggiatore capace di lasciarsi avvolgere dai raggi. Tra il mare e il Tibidabo ci si può perdere tra le vie medievali, o sulla spiaggia che d'inverno si offre libera e nuda, oppure su una ruota panoramica che mette la città ai tuoi piedi, o ancora tra gli angoli che nascondono spesso sorprese inattese: negozi, piazzette, cortili, chiese, stravaganze architettoniche.
Così una sera si può finire in uno di quei moderni luoghi di culto, chiamato Camp Nou, dove solitamente venerano una Pulce inarrestabile: lì appaiono 6 trofei conquistati in un solo anno dagli 11 che indossano magliette color blaugrana.
I colori del Parc Guell invece si accendono al mattino dando l'idea che da quelle parti esistano solo primavera ed estate. Poi ci si può lasciar conquistare dal cibo e dai sapori della cucina spagnola pronta ad offrirti mille piccoli diversi assaggi. L'ideale per chi ha passeggiato tutto il giorno ed attende che le Ramblas si trucchino per mostrare il loro volto notturno sotto lo sguardo di una luna in apparenza disinteressata a quello che accade da quelle parti, ma che in realtà non può fare a meno di buttare un occhio per vedere dove sta indicando Cristoforo Colombo.

APPUNTI DI VIAGGIO, INFO UTILI, COSE DA FARE, LUOGHI E CONSIGLI

POSTI DA VISITARE
Parc d’atraccions a Tibidabo (per fare due passi nel parco giochi retrò visto nel film di Woody Allen)
Catedral de la Santa Creu (con le sue anatre)
Carrer de Montcada (via medievale)
Casa Battlò
Biblioteca de Cataluña – Carrer de l’Hospital, 56 (raccontata da Carlos Ruiz Zafon)

CIBO
Demasie – La biscotteria più bella del mondo (Carrer de la Princesa, 58)
Ciutat Comtal (inizio di Rambla Catalunya vicino a Plaza Catalunya) per le tapas
Dolça Herminia (Carrer Magdalenes, 27) per una cena da ricordare
Taller de Tapas (Ramala Cattalunya 49) Il preferito di Scarlett Johansson

SHOPPING
Altaïr (libreria dei viaggi) Gran Via de les Corts Catalanes 616