8.12.09
- Il Chinotto in Australia.
"A
me m'ha sempre colpito questa faccenda dei quadri.
Stanno su per anni, poi senza che accada nulla, ma nulla dico,
FRAN,
giù, cadono!
Stanno lì attaccati al chiodo e nessuno gli fa niente, ma
loro a un certo punto
FRAN,
cadono giù come sassi.
Nel silenzio più assoluto con tutto immobile intorno, non
una mosca che vola e loro
FRAN.
Non c'è una ragione, perchè proprio in quell'istante?"
Ecco,
esattamente così!
Stavo camminando per le vie del centro sotto un sole accecante, dopo
aver fatto fare ad una nostra cara amica appena arrivata una passeggiata
per i giardini botanici e le mangrovie che crescono lungo il fiume.
Eravamo sudati ed assetati come si conviene a Dicembre, divertiti
dai rotoli di ciccia di alcune australiane orribilmente vestite, ed
in cerca di cibo e refrigerio. Così, tra un passo e l'altro,
finiamo per passare davanti ad un misero e timido baretto dal nome
italico del tipo "la dolce vita". Se non fosse stato per
le immagini di un concerto di Zucchero sullo schermo al plasma non
vi avremmo mai neanche dedicato un'occhiata.
Invece ci siamo fermati per guardare stupiti Zucchero cantare senza
volume, e come per magia mi è venuto in mente di dare un'occhiata
al frigorifero con le bibite..
FRAN!! 
Il nostro amato e adorato Chinotto, tutto timido, spuntava tra i ripiani
affolati di bibite, birre e beveroni improbabili che piacciono molto
alle ciccione locali!
Non potevo crederci! Le faccie della Cumpa sono comparse nel cielo
azzurro e mi parlavano come Obi-Uan Kenobi, Yoda ed Anakin Skywalker
alla fine del "Il Ritorno dello Jedi" e mi dicevano "Compralo!",
"Bevilo!", "Usa la forza del dollaro!"
L'ho comprato ed ho impedito al biondo australiano di aprirmi la bottiglia!
Ancora non l'ho bevuto! Come faccio a consumarlo?
Ecco
alcune toccanti immagini.
Missione
compiuta?!
Ciao!
Fedex |
| 18.8.09
- Le corsie degli idioti.
Ciao a tutti,
mi presento: sono FedEx, l’inviato della cumpa
alla ricerca del Chinotto nella terra dei canguri.
Non è un’impresa semplice lo so! Ma questa terra è
talmente bizzarra che non mi stupirei se il mio prossimo coinquilino
una sera arrivasse con una domino’s pizza in una mano ed un
Chinotto nell’altra come se nulla fosse..
Comunque non c’è fretta! Me ne starò qua, sotto
la Croce del Sud, a cercare indizi sulla nostra bevanda preferita,
sperando al contempo di non incappare in un Opossum famelico o in
una indiavolata Flying Fox!
Che la Tavola da Surf mi assista!
La
mia ricerca del Chinotto nella Terra Australis Incognita comincia
dal posto più ovvio e scontato: il supermercato.
Bisogna sapere che per il novizio non è semplice andare a far
la spesa in Australia.
Ogni cosa
ha una tale varietà di combinazioni che se non si guarda bene
l’etichetta si rimane fregati.
Una volta volevo comprare semplicemente uno o due pacchetti di patatine.
Sono andato nella corsia apposita e mi ci sono perso. Un australiano
non ha semplicemente le patatine. Ha le patatine combinate con tutti
i gusti possibili e immaginabili. Loro sguazzano tra gusti al pollo,
al manzo, al barbeque, all’aglio, alla cipolla, alla paprica,
al curry, al cioccolato, alla crema acida e a mille altre, più
le varie combinazioni!
Più di una volta viene da esclamare: «Ma io voglio solo
delle stupidissime patatine che sappiano di patatine!».
Ovviamente ciò si applica a tutte le corsie e a quasi tutti
i prodotti. Il tonno, per esempio, che può risolvere
una cena in situazioni disperate. Ebbene, è combinato con olii
di duemila tipi, con acqua o al naturale. Ed ognuna di queste possibilità
è intrecciata con una selva di sapori del tipo: aglio e peperoncino,
cipolla e formaggio, legumi e verdure, salsa barbeque e pomodori,
pepe e limone, tomato e chilli, e così via. Ed anche qua si
finisce per dire ad alta voce: «Tonno! C’è del
tonno al gusto di tonno per favore?»
Come potrebbero i succhi di frutta esser da meno? Tutte le
confezioni presentano combinazioni di due o più gusti, ed il
povero e glorioso succo alla pera o quello all’albicocca è
semplicemente inesistente. Non c’è. Bisogna provare a
bere qualcosa del tipo arancia-passion friut-mango o mela-papaia-lime.
Ovvio che i barattolini contenenti le spezie partecipino alla festa.
Accanto ai vecchi e scontati origano e rosmarino, tra le mille possibilità,
abbiamo trovato l’immancabile spezia al gusto ‘pollo al
barbeque’, e pure una confezione dal gusto ‘pasta al forno’.
Le
salse. La scelta è infinita, ed oltre alla regina
‘salsa barbeque’, vi è anche la semplice majonaise.
Che però non ha il sapore a cui siamo abituati ma contiene
una bella cucchiaiata di zucchero, e fa un pò schifo a dire
il vero.
Il nostro paese, poi, ovviamente fa scuola di cucina ed i supermercati
sono stracolmi di prodotti spacciati per italianissimi. Confezioni
di ravioli, gnocchi, formaggi e sughi italiani tutti fatti in Australia
dal sapore che non è proprio identico a quello che ci si aspetta.
Ma, tralasciando il fatto che Paul Newman, nonostante sia scomparso,
ancora vende sughi secondo la sua personalissima ricetta, c’è
una cosa che spacciano per italiana original style e che io non avevo
mai visto: il grasso. Decine di bottigliette di originale
grasso italiano per condire carne, insalate e pasta. Disgustoso, liquido,
grasso italiano che fa concorrenza a quello francese altrettanto originale.
La morale è che le possibilità di scelta sono talmente
ampie che bisogna imparare dove si trova ciò che serve ed ignorare
tutto il resto.
Un altro aspetto singolare è che il costo dei junkfood nei
supermercati è tre volte tanto quello italiano. Le famose patatine
non si possono trovare a meno di tre dollari e mezzo quando da noi
un pacchetto grande arrivava a dire tanto a duemila lire. E così
anche i cioccolati, le bibite, le caramelle e tutte le schifezze di
cui si riempiono le ragazze del Down Under sono generalmente costose.
E hanno talmente tanta offerta che intere chilometriche corsie dei
supermercati sono dedicate ad esse. Io le ho ribattezzate ‘le
corsie degli idioti’, perchè in esse non c’è
nulla di utile ed intelligente da comprare. Purtroppo però
alle volte le frequento anche io.
Tornando al Chinotto.. ecco.. le corsie degli idioti, e quelle
delle bibite dai mille gusti impossibili, semplicemente non lo ospitano.
Sono stato un ingenuo, lo so. Non credo che questo popolo di ex detenuti
sia ancora pronto. Dovrò cercare in luoghi meno ovvi. Forse
si nasconde tra le mensole di un vecchio ristorante italiano di provincia,
o tra i misteriosi prodotti dei negozi cinesi, o nel marsupio di un
canguro di origini latine... P. |